Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
Alfred Kubin, Allucinazione © Alfred Kubin, by SJAE 2008 f -•. ·', 'ij:' ~• ~. ' ' IJit:. ~~-:'" , ~·"',,'·' '·.· " ,· .,;. _. ______ ,_. Alfrecl Kubin, Adorazione © Alfrecl Kubin , by SIAE 2008 Allucinazione, per ensemble Un viottolo vuoto che, verso l'alto si restringe. Una figura femminile è posta in primo piano, senza alcuna espressione. Un'apparizione che potrebbe scomparire all'improvvi– so. La musica si basa su un pedale cli re bemolle sostenuto, in tutto il pezzo, dal piano– forte e dal contrabbasso (il viottolo). Una serie cli dodici note che dà avvio al brano è avvolta in sonorità grigie (come il tratto delicato del disegno) e in pianissimo. Un ambiente irreale che nella sua immobilità preannuncia un evento: l'allucinazione. Essa appare, nel Anale ciel pezzo, nei tre interventi arpeggiati ciel pianoforte (accordi cli do diesis maggiore/re minore) nel fonissimo degli strumenti a fiato e nei suoni armonici degli archi, che vagano su e giù come dei fantasmi, tutti sostenuti dallo strisciato violen– to, con ferro, ciel tam-tam e dal "re" ribattuto ostinatameme dal pianoforte. Poi tutto scompare all'i mprovviso. Rimane solameme un eco dei due accordi-fantasma, lasciati vibrare a lungo. Voce recitante: L'abitante del Sogno crede solamente al Sogno, al suo sogno. Esso viene curato e sviluppato, il disturbarlo sarebbe un imperdonabile delitto d'alto tradimento. Si avvertiva la presenza di una mano.forte. Dietro le circostanze apparentemente più assurde si intuiva la sua potenza occulta. Era la causa misteriosa per cui tutto poteva resiste– re senza precipitare in un abisso senza fondo. Quella scon:fìnata potenza, piena di tremenda curiosità, un occhio cbe si insinuava in ognifessura, era onnipresente, niente le ~/itggiva. Quando qualcuno era disperato e, con l'acqua alla gola, non vedeva più alcuna via d'uscita, rivolgeva ad essa la sua supplica più.fervida. Nell'uomo del Sogno questa.fede era l'unica cosa seria, tutto il resto era effimero. La luna esce di scena, per ensemble A questo punto dell'opera, tra gli oggetti preziosi (roba vecchia) destinati alla distruzio– ne, ho inserito un mio lavoro composto alcuni anni prima. Non viene eseguito cli segui– to ma intercalato eia pause (silenzi) nelle quali si inserisce la voce recitante. Non è una musica eia sottofondo radiofonico. Ho usato cinque strumenti: flauto, violino, pianofor– te, contrabbasso e percussione. L'ambiente è quello ciel notturno nella cui parte centra– le si sviluppa una voluttuosa, malata danza macabra, che accompagna l'uscita cl i scena della luna, sostenu ta eia un pedale cli due note (si-sol) eia parte del contrabbasso. li resto ciel materiale consiste in gran parte nelle note dell'accorcio cli purificazione nella sua forma originale (fa diesis, si naturale, fa naturale, si bemolle), oppure trasposta. Ha un andamento lento che verso la parte centrale della composi %ione si anima timidamente. 'lèrmina, (dopo l'unica battuta in un movimento e in "sforzatissimo" del pezzo, quasi un gesto cl i ribellione), con l'uscita, uno acl uno, degli strumenti dalla scena. Rimane solo il contrabbasso che strofina vanamente l'archetto su un bicordo cl i due note (re-sol). Voce recitante: Pocbi giorni dopo ero per la strada. Camminavo strisciando lungo le ben note.file di case; a Perla ci si abituava ad un modo di cammina– re del tutto particolare; leggero, vacillante, incerto. Alcuni isolati fanali mi mostravano la strada. L'aria malsana, 12f
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