Demoni e fantasmi notturni della città di Perla

140 La tomba, per ensemble L'osservazione ciel disegno cli Kubin, per una strana associazione cli idee, mi riportò alla mente una immagine cli un quadro che avevo visto in qualche catalogo e che mi colpì molto. Era l'annegamento della folle Ophelia dipinto claJohn Everett Millais, esposto alla 111te Gallery cli Londra. Decisi cli sviluppare alcune variazioni sul Lied der Ophelia opera 67. n.3 cli Richarcl Strauss. Nella cupa tonalità cli mi bemolle minore un ostinato cli tre note (sopradominante, dominante e tonica) regge tutto l'impianto ciel pezzo, che, par– tendo eia una sonorità delicata, raggiunge romanticamente l'I-lbhe Punkt. Nel pezzo agi– sce un fantasma: il violino, con sordina (m i ricorda anche l'essere mostruoso a tre gambe, che suona il violino, rappresentato in Aurora consurgens XV sec.). Una specie cli lugubre processione. 'Jèrmina su tre accordi cli mi bemolle minore. Da qu i avviene una breve e veloce transizione che, con il suono delle campane, porta all'epilogo (attacca subito, come risvegliandosi improvvisamente da un sogno, sta scritto in partitura). I.a didascalia recita: Una luce azzurra, lunare, illumina gradualmente la scena. Accompagnati eia dolci arpeggi ciel pianoforte che suona come un carillon, entrano in scena strumenti che si rifanno al suono della natura: campane eia gregge, sonagliera, bastoni della pioggia. Ritorna il flauto dell'inizio dell'opera con una delicata melodia sovrapposta agli acuti degli armonici ciel violino, ciel violoncello. 'fotto si conclucle verso l'alto, nell'esile sonorità ciel Glockenspiel e 1ella luce ciel triangolo (qui posto anche, nominalmente, come simbolo). (Luce graduale in assolvenza sino al massimo dello splendore) Voce recitante: A un tratto, tutto si rischiarò, nel cielo comparve un gran disco lumi– noso, innumerevoli puntini scintillanti ricoprivano ilJìrmamento di un a=urro cupo... erano la luna e le stelle. All'ori=onte si stagliava– no distinti, nel chiaro di luna, i ghiacciai delle montagne del Tien– Scian. La prima esecuzione, con la regia di Carlo de Incontrera e le scene cli Livio Schiozzi avvenne nel 1999, nella Chiesa cli San Francesco a Cividale, nell'ambito ciel Mittelfest, edizione intitolata Partire, tornare, da parte ciel Chromas Ensemble eia me diretto. Tutti i disegni cli Kubin venivano proiettati sulle pareti della Chiesa, e sulla grande struttura geometrica creata eia Livio Schiozzi, in contemporanea alla musica. Conclusione Rivedendo oggi questo lavoro sento l'opera ormai lontana, un visione del mondo che ho superato e che non mi appartiene più. Le mie facol– tà oniriche erano evidentemente ammalate e i sogni cercavano di sopraf fare il mio spirito . . perdevo la mia identità.. quei sogni erano abissi nei quali sprofondavo impotente. Essi cessarono allorché il tempo migliorò e le notti si f ecero chiare e belle. Con la visione distinta delle stelle nel chiaro di luna, dei ghiacciai delle montagne ciel Tien Scian, tutto è cambiato. Alfrecl Kubin, J,a tomba © Alfrecl Kubin, by SIAE 2008

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