Demoni e fantasmi notturni della città di Perla

102 Due immagini speculari dell'universo: l'artista Walter, il violino solista, (l'uomo) e lo scienziato K., l'orchestra (il mondo) . Nel racconto cli Thomas Bernhard, con il suicidio del più fragile, il poeta, avviene la scissione tra i due fratelli. Il lavoro di Emilio è un racconto musicale cli questa lacerazione. Amras inizia con l' onomatopeica descrizione, affi– data al pianoforte, ciel rumore della natura, delle campane da gregge in un verde prato. L'uomo (il violino) vive in questa natura, ma la sua pre– senza, segnata da quattro lunghe e semplici note è ancora insignifican– te. Inizia un processo di conoscenza del suo strumento. Il violino, (metafora di conoscenza di se stesso) poggia l'arco sulle corde vuote. ( ~~ r' .--- ~ I I 'lrL1 ..... :., L -, - ~ - ,=_:~ -~ .-... ~,.,¼ J L~,I i '/\t' . , ... ~:...:..- ~oJ::.11~ J •ff~ 'f '\1 7 n J....... -= ,f '=7,, 'f H -1 ~I../ IL (CI/ r ·. - - - - " tt. r, ,-- • j- </1'~ ('"'·)I/I\~ - -{lo.1t, J Hl-'- ~ (Amras, manoscritto) Man mano che il sapere dell' Uomo cresce (tramite lo sviluppo del vir– tuosismo strumentale) incontra il suo contrario, la massa - l'orchestra, un fantasma che rappresenta il mondo. Il processo cli alfabetizzazione si perfeziona, riesce a trovare anche momenti lirici, sempre scontrandosi con la forza distruttrice dell'or– chestra che, come una persecuzione, appare in tutta la sua potenza. Il violino ritenta di riprendere vita. Il processo d 'alfabetizzazione è ormai compiuto. La sua conoscenza del mondo è vasta. Il grande vir– tuosismo raggiunto con il suo strumento equivale alla sua scienza. Ha diritto di esistere. Non è più l'essere anonimo e incapace dell'introdu– zione. Continua ad esprimersi, ma è insistentemente interrotto dalla presenza dell'orchestra che spezza il suo parlare. Avviene uno scontro dialettico tra chi cerca di dire e chi l'osteggia. Le interruzioni si fanno sempre più frequenti sino a che avvolgono in una morsa soffocante il solista. È la morte di Walter, il più fragile .. . . trovai Walte1; la testa.fì 0 a– cassata, steso proprio sotto la.fìnestra spalancata della torre. Il brano termina con (così è scritto in partitura) "una lontana eco" dell'introdu– zione. Una lieve traccia. Ricordo che, pochi mesi dopo la composizione cli Ainras, Emilio ven– dette la casa diJamlje. (Forse un inconscio desiderio di liberarsi anche

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