Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
136 Gretchens Stube (la stanza di Gretchen), per soprano e pianoforte (dal Faust di J.W. Goethe) L •. t ~ · I - l - 11· _ -:- ~--,-.• ,-. -~ ! r .,... ,., ,.;. t: La musica non ha alcun riferi mento con i disegni cli Kubin ma con il testo. "fra i tesori arti– stici della città cli Perla il Faust cli Goethe è certamente il più prezioso. Ho scritto questo Liecl, seduto su una panchina cli un giardino d urante un ricovero in un ospedale, in pochi g iorni, nell'estate del 1983. Va inserito tra la roba vecchia, ma lo considero uno dei pezzi migliori del l'intera mia produzione. Inizia e termina con un recitativo accompagnato, un tremolo sull 'accorcio cli fa diesis minore al quale ho aggiunto una nota estranea, il do naturale. Il cactus corrisponde a semicroma = 192. T\.1tto molto mosso, agitato, ansioso. Sembra quasi descrivere l'azione fisica ciel movimento dell'arcolaio. La conclusione, basata su variazio ni dell'acco rcio cli fa d iesis minore e la nota estranea (do naturale), si rifà, come una lontana eco, a Schubert. Voce recitante: Cli insetti costituivano una piaga tremenda. Giù dalle montagne si abballevano voraci cavallette, e dovunque arrivavano nemmeno uno stelo rimaneva in piedi. Il giardino del castello venne distrutto in una sola notte da uno di quei nugoli. Ma la cosa più orrenda erano i se·1 Jenli... Nessuna casa era al sicum dalle visite di quelle subdole creature, di una fecondità ;paventosa. Quelle bestie si annidavano nei cassetti, negli armadi dei vestiti, nelle tasche delle giacche, dap– pertutto. Ora sapevo che la .fi'ne del Regno del Sogno si avvicinava irrevocabilmente. Carnevale, per ensemble La struttura della musica mi è stata suggerita dal verbo "sprofondare". Doveva essere qualcosa che scende nella profondità. Poi l'elemento visivo: acqua, sta– gnante, priva cli movimento. È forse il brano più cupo, oscuro, cli tutta l'opera. Due mani , due note, bicordi formati eia intervalli cli quinta e il suo rivolto. Una piccola frase, d iscende nte cli undici note al contrabbasso. Un inutile sforzo cli risollevarsi (dall'ac– qua to rbida sta scritto nel manoscritto) con una brevissima accelerazione verso la salvez– za (bicordo cli terza maggiore, do diesis-mi diesis affidato in ottava sia alla mano destra che alla mano sinistra ciel pianista). Poi tutto si conclude nel nero, piL1nero clel nero... Voce recitante: La stazione stava sprofondando nella palude. L'ed[ficio si era inclina– to, il marciap iede era 1·icoperto di melma e di canne, il pantano si insinuava nelle sale d'aspetto attraverso le porte imputridite, dalle panche e dai sedili 1·isuonavano i canti melanconici dei ro;pi. Salamandre e piccole larve d'insetti brulicavano sopra i bii/Jet. Le innumerevoli creatui-e cbe avevano invaso Perla p rovenivano tu.Ile dalla palude, cbe si estendeva per molte miglia nella grigia oscurità. Ogni notte ho fatto un sogno, per ensemble Lo strano essere senza volto scaglia con tutta forza una lancia (sul mondo). Un veloce frenetico indica il tempo della musica, strettamente ordinata in battute e carat– terizzata eia cromatismi ascende nti e discendenti. 6 accord i sforzatissimi cercano di fermare, d'interrompere il malefico percorso. li tenta– tivo fallisce. La lancia prosegue il suo viaggio verso il cielo, così pure la musica. (Scala ascendente si no a raggiungere l'ultima nota acuta del pianoforte). Oltre questo Alfrecl Kubin, Carnevale © Alfrecl Kubin, by SIAE 2008
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ4NzI=