Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
18 Un segnale molto evidente. La composizione poi si sviluppa liberamen– te, ma alla fine quell'accordo ritorna e conclude il lavoro, estinguendo– si, sulla seconda tastiera con l'organo "chiuso", nell'esile sonorità clei rari registri cli vox humana - celeste - silvestre - viola - eterea. Una eco lontana, una memoria cla non dimenticare, una specie cli firma segreta, presente in molte altre composizioni successive, specie in quelle senza testo letterario e quindi prive cli un messaggio significante diretto ed esplicito. La sua prima composizione orchestrale, che nell'organico strumentale comprende, tra l'altro, due pianoforti e tre soprani solisti, è del 1966. S'intitola Dissolvenze su due simboli. Questo lavoro, che nel suo tito– lo appare per la prima volta la parola "simbolo", si differenzia netta– mente dai precedenti per il segno grafico particolare che caratterizza la partitura. Da neofita dell'orchestrazione è evidente la mancanza cli conoscenza e cli controllo della scrittura rispetto al suo risultato sono– ro. Il pezzo non va quindi analizzato dal punto cli vista del valore musi– cale, in fatti ne è privo, ma cla quello della semiologia (alchemica). Dissolvenze su due simboli, come il pezzo per organo (Inte1ferenze) si avvale cli una scrittura musicale diversa - opposta alle sue preceden– ti. C'è quindi una dualità nel modo d'esprimersi e quindi una dualità nell'essere pensante. La dissolvenza è una sfocatura, una sovrapposi– zione cli un'immagine all'altra. Una cosa duplice. Il soggetto dell'esse– re pensante è dunque la duplice visione cli morte e resurrezione che si riflettono in uno specchio. I tre soprani (ogni atto si fonda sul numero 3) non cantano alcun "testo" ma vocalizzano. Le clue uniche parole che pronunciano sono "sangue" (non nel suo significato alchemico, quale positiva linfa vitale, ma in questo caso equivale a "morte") e "pace" (vita). Ciò non è altro che tenebre e luce. Questi sono i 2 simboli. Le "dissolvenze" cli questo pezzo si tramutano in una specie cli "caos". Cerco cli spiegarmi anche la ragione per cui ha inserito in partitura (cosa inusuale), tra i due pianoforti, la parte ciel timpano. Con la sua oscura sonorità, questo strumento a percussione è il simbo– lo della montagna? Essa contiene e matura le cose create (i metalli), il legame tra Cielo e Terra. Il timpano, che suona ininterrottamente dal– l'inizio alla fine, è una pura e semplice ingenuità compositiva oppme indica il rumore cli una fucina sotterranea, nella quale si lavora inces– santemente? Tutto potrebbe riferirsi alla quinta illustrazione dello Splendor solis (XVI sec.), in cui si vedono due minatori (i 2 simboli di anima e spirito - i 2 pianoforti) che scavano la montagna (il corpo - il timpano) . La terra, la grande madre che matma i minerali generati nelle sue viscere. Essi, assieme, rappresentano la Trinità nell' Opera (i tre soprani). Costruire il mondo visibile sulla base di luce e tenebre, oppure in luce e tenebre dissolverlo: questa è la nostra missione, perché il mondo visibi– le, che noi teniamo /)et· unitario, è in realtà costituito da entrambi quei due principi originari. CTohann Wolfgang Goethe) Salomon 'frismosin, SjJ/endor solis, Lonclon sec. XVI
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