Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
Questi intervalli, in Seconda Sonata, pur sembrando simili a quelli sopra esposti, non sono espressivi, ma solo "oggetti" (elementi puri): 'falvolta questi "oggetti puri" vengono contarninati a causa cli alcune connessioni, alcune rnescolanze. Alcuni residui cli vecchia tecnica compositiva (cliché) sono sfuggiti al mio controllo. Il materiale ciel tema è oggettivamente perfetto per la sua essenzialità (acciac– catura seguita eia una nota reale). Esso tuttavia si sviluppa orizzontalmente, cercando il punto d'arrivo nel "fortissimo", trarnite il crescendo. Ciò indica una "ricerca cli tensione" clel Soggetto. Perde così, nel suo romanticismo, la funzione "oggettiva". Anche questo accorcio, rafforzato dal crescendo e diminuendo romantico, è elemento impuro: Questa ripetizione cli 12 volte, in crescendo, della nota do: ~f E fJJ.EtHfff Potrebbe naturalmente sfociare in un accmclo gravido cli suono. Risolve invece, sfuggen– do a questa istintuale tentazione, nell'esile inversione, quasi uno sfregio, ciel "tema"ini– ziale (acciaccatura + nota reale). L'errore comunque esiste: Nel gravitare uno stato ansioso attraverso la ripetizione di una nota (clo); Ricerca cli tensione tramite lo"stringenclo" e il segno cli "crescendo"; Evidenziamento "espressivo" dell'unica nota (do) mai apparsa sin dall'inizio ciel pezzo (la cloclicesima nota). La "ripresa" ripete il medesimo errore (cli tensione) dell'incipit della Sonata: Il primo movimento della Sonata è basato sulla contrapposizione tra materiali "reali" (note senza acciaccatura) e rnateriali "apparenti" (note con acciaccatura). Uno scontro dialettico che genera un'invenzione. I materiali reali subiscono una continua opera cli disturbo, cli invasione, da parte dei materiali apparenti: oppure, scambiandosi il ruolo, le note apparenti diventano reali: in &1 q.11 OIM ·f \+- I =~ ., ' ~ 6é
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