Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
72 Nei primi 3 movimenti clella sonata ho cercato cli eliminare tutti gli e lementi impuri (cita– zioni, recupero cli accordi, fraseggio orizzontale, stati cli tensione, atmosfere coinvolgen– ti etc.) Il IV movimento (mossoji·enetico) doveva essere solo un lavoro cli perfetta euritmia. Ciò che doveva rimanere era solo l'apparenza e la realtà (acciaccature e note reali). Fiumi cli note potrebbero essere scritte con la prima e altrettante con la seconda. Milioni cli pos– sibilità. Costellazioni in un oceano cli possibilità sonore. Un caleidoscopio in cui non si proiettano figure ma suoni a due colori: piano e sforzato (materia sottilissima). li IV movimento è una proposta cli materiale oggettivo che, ripeto, ha milioni cli possibi– lità. Solo in questo senso clell'illimitato sta la mia presenza come Soggetto. Forse il tentativo è raggiunto. Nel mosso fi·enetico sta nascosto il Soggetto. Sigismondo.- Rosaura, come sei arrivata sin qui? Rosaura.- ... Dal posto dove ero chiusa mi ha liberata un miracolo e mi son messa in. viaggio. (P.P. Pasolini, Calcleron) La musica come espressione dei sentimenti è la maledizione della musi– ca, il suo lato stupido. Basta che un violinista suoni le prime 3 note lun– ghe di un Largo perché un ascoltat01·e sensibile sospiri: ''Ah, come è bello!" In quelle 3 note non c'è niente, nessuna emozione, nessuna crea– zione, niente in assoluto: il più ridicolo inganno sentimentale. Ma nes– suno è al sicuro da questa percezione della musica, da questo sospiro imbecille che essa sollecita. (Milan Kunclera)
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