Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
Paul Klee, Scolopendra, © Paul Klee, by SIAE 2008 Questo processo avviene in Modulazioni per pianoforte a 4 mani, composto eia Emilio nel 1984. La sua radice è il quadro cli Paul Klee dal titolo Scolopendra, l'insetto velenoso dai millepiedi. La moltiplicatio ad infinitum: centum 1nilliones 1nillionuinm tingunt (Bihliotheca che– mica curiosa, 1702). La simbologia dei due leoni, (molto evidente anche per il fatto che per eseguire il brano sono necessari 2 interpreti e 4 mani), in questa parti– tura, è segnata con lo "sdoppiamento" ciel materiale nello spazio tem– porale: fissato in modo preciso, con il segno delimitato della battuta, e il suo opposto, il tempo libero - aleatorio. Avviene un'alternanza tra le due parti, una proliferazione continua, come un millepiedi (moltipli– catio). La sezione metronomicamente controllata (croma= 80) acqui– sta sempre più spazio temporale, cercando cli far confluire il tutto in un'unica "unità" controllata metricamente. 1h le due parti opposte, come un'ossessionante campana a morto, è presente, la metà dell'ac– corcio cli purificazione, cioè le note corrispondenti al "vuoto" dell'inter– vallo cli quarta, in continua "ripetizione" (inoltzplicatio). Questo intervallo, verso la fine della composizione, si impossesserà cli ambedue le parti opposte. Solo dopo che questa congiunzione, in for– tissimo, è avvenuta, verso la fine ciel brano tutto si disperde come l'ini– zio. Emilio, in questa composizione, sulla musica della quale negli Stati Uniti è stato prodotto un video computer, trovava alcune analogie con le sue esperienze avute durante il ricovero nella clinica neurologica che, a quei tempi, si trovava a pochi passi dall' Ospedale Psichiatrico cli Perla, dove avvenne una storica e rivoluzionaria riforma nella psichia– tria. Ebbe modo cli osservare eia vicino i cosiddetti "pazzi" e il loro lin– guaggio, spesso ripetitivo, logoclonico. Le loro affabulazione erano per lui incomprensibili; le giudicava con un semplicistico.-... behl.tanto sono pazzi! Poi riflettendo si è chiesto se dietro la continua ripetizione cli parole senza (apparente) senso non ci stava, invece, un'anima, perdipiù soffe– rente. Allora comprese che quel vaniloquio gli sembrava ridicolo solo perché non era in grado cli comprenderlo. 85
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