Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
88 Con Il canto (1985) per soprano e violoncello, Emilio ritorna alla poe– sia di Ennio Emili, il "poeta malede tto" oggi sepolto nell'oblio della città cli Perla. Inviò la partitura a Leuven, in Belgio, dove, per celebrare l'anno europeo della musica, era stato indetto un concorso internazio– nale di composizione. Il primo premio non fu assegnato. Emilio otten– ne il secondo premio. La prima mondiale era prevista nella città belga, ma a causa della grande difficoltà tecnica dell'opera , gli organizzatori non riuscirono a trovare gli interpre ti. Sino ad oggi l'opera non è mai stata eseguita. Il testo recita: "Essere ancora con il dolce peso della tua n uca dai capellifolti sulla mia ascella e cancellare i molti inganni tormentosi della vita Essere ancora col tuo co1JJ0 accanto ·morbido caldo tiepido celeste Essere ancora col tuo co1j}o santo Projinnato di oceani eforeste Solo: spaccato dime=ato Jimito senza di te s'è dis:,eccato il cuore o a,nore canore portentoso amore dell'universo misterioso canto." È interessante osservare come Emilio musica l'aggettivo "solo", quasi in modo visionario (vedi pagina 89, A). La dissociazione ciel linguaggio è evidente nell' ultima parte ciel brano, dove , trasgredendo dal testo logico della poesia, collega e unisce il solo con il verbo essere (essere solo). Questo messaggio nascosto, annun– ciato nel pianissimo e tra parentesi, è una drammatica, logoclonica eco (vedi pagina 89, B): I Cinque pezzi per pianoforte , ciel 1985, sono dei brevi aforismi. Il quarto pezzo è basato, unico esempio in tutta la musica cli Emilio, su un canto popolare sloveno (Zabucale gore) . Nel 1986, Emilio scrisse un 'altra brano pianistico che lui stesso definì "unico mio pezzo eia salotto". Era un oggetto eia regalo per un amico pianista. Lo intitolò Viaggio a Palma , parafrasando Fryeclryk Chopin a Palma de Mallorca. Si compone di due parti che imitano forme tipiche ciel compositore polacco: il Notturno e lo Studio. li nostro oro non è l'oro comune. Tu però hai chiesto del verde suppo– nendo che il bronzo sia un corpo lebbroso a causa del verde (ruggine) che esso ha su di se. Per questa ragione ti dico che tutto quel che c'è di perfetto nel bronzo, è soltanto quel verde, perché ben presto quel verde verrà trasformato con il nostro magistero nel nostro oro più vero. (Rosarium philosophorum)
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