Pagina 6-7 - Trieste Prima 2012

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Dopo venticinque anni il Festival
Trieste Prima” capovolge la sua
clessidra. Gesto inevitabile, nel
vuoto dell’assenza del suo ideatore
Giampaolo Coral, scomparso nel
2011.
Gesto che ci vede concentrati
sulla responsabilità delle nostre
scelte. Scelte che, come nel passato,
devono imporre il festival quale lucida
testimonianza del pensiero musicale
contemporaneo. Siamo sicuri che,
nell’impegno del definire la presente
stagione, oggi come nel 1987, anno
della prima edizione, si è riusciti ad
offrire alla città quella preziosa cultura
dell’ascolto tanto cara a Giampaolo
Coral. “L’ascolto di una musica che si
arrischia nel suono”
1
.
Un gesto da interpretare con slancio,
e rilanciare, assieme alla stagione,
anche la questione del concorso
di composizione che Trieste aveva
avuto e che ha perso, con grande
rammarico di Giampaolo. Ridare alla
città un concorso di composizione
che la proietti nel fulcro del pensiero
musicale contemporaneo è stata
una prerogativa che l’associazione
Chromas” è riuscita a perseguire
grazie all’associazione “Chamber
Music”, con la quale è in atto una
proficua collaborazione. Grazie alla
personalità di Fedra Florit, direttore
artistico dell’Associazione “Chamber
Music”, che ha preso a cuore
l’iniziativa ed è riuscita nella creazione
del “Premio di composizione
Giampaolo Coral”, Trieste quest’anno
inaugura il suo nuovo concorso
compositivo. Esso coincide con la
stagione Trieste Prima, e i primi due
concerti di quest’ultima si situano
nella splendida cornice del Castello di
Miramare, dove avrà luogo il concorso
stesso.
E’ doveroso iniziare il festival con
un brano di Giampaolo Coral.
Il suo Raps XII (2001), apre il
festival di quest’anno e sarà
proposto dall’Ensemble Ex Novo
di Venezia il 24 ottobre. La cornice
al concerto sarà completata dalla
Kammersymphonie di Schönberg,
nella celebre trascrizione di
Webern (1921), brano che rivela
come la musica possa fluidamente
riecheggiare se stessa nella sensibilità
di autori diversi e lontani nel tempo
ricordo l’ammirazione di Coral
per lo Schönberg espressionista,
e in quel Schönberg ritrovo una
delle matrici del suo pensiero,
presente anche in Raps XII. Tra i due
brani altri due tesori della musica
contemporanea, Talea di Grisey
(1984),
che rappresenta un mondo
diverso in cui la narratività musicale si
trasferisce all’interno del suono: è la
poetica della musica spettrale. Il terzo
brano del programma si riavvicina a
Schönberg e Coral con la singolare,
fluida reinterpretazione della
dodecafonia schönberghiana di Hans
Eisler – il suo Vierzehn Arten den
Regen zu beschreiben (1940), che
riecheggia però, curiosamente, titoli
cari agli spettralisti, quali 13 couleurs
du soleil couchant, di Tristan Murail.
La fluidità di cui scorre Trieste
Prima 2012 rivela il Novecento quale
secolo lunghissimo”
2
:
nel concerto
di chiusura dei lavori della giuria
abbiamo l’opportunità di continuare
a seguire lo sviluppo del pensiero
spettralista, poiché i materiali che
Ivan Fedele introduce nel suo Quarto
quartetto per archi (2006/2007)
traggono linfa proprio dalla corrente
francese sviluppatasi dalle ricerche
di Grisey (e altri) citata poc’anzi. Il
Quartetto Prometeo, protagonista
della serata, lo accosta al Quatuor
op. 10 (1893) di Debussy, un’opera
giovanile del grande maestro
francese, ma che già sbigottisce
all’epoca gli amatori del genere
quartettistico per la libertà formale,
in quanto vi s’intravvedono quei
procedimenti compositivi di cui lo
stesso Debussy dirà: “Rassicuratevi,
l’opera è proprio costruita; ma
cercherete invano le colonne”.
Curiosamente, anzi, fluidamente,
anche la poetica compositiva di
Grisey rivela delle assonanze con
alcune istanze debussiane, quando nel
suo saggio Per una genesi del suono,
dice: “Il materiale… (…) …è sublimato
attraverso il puro divenire del suono”
3
.
Infatti, “dagli storici troppo a lungo
l’importanza dell’Impressionismo è
stata accantonata”, avverte Mario
Bortolotto
4
:
il punto di partenza del
suono francese?
Aprendo una parentesi, il secondo
concerto saluta la splendida Sala
del Trono del Castello di Miramare e,
con il terzo concerto, Trieste Prima si
sposta nel suggestivo Auditorium del
Museo Revoltella, che ospiterà il resto
della stagione.
Il suono francese ci accompagnerà
anche il 29 ottobre nel terzo
concerto della stagione: l’ensemble
Fontanamix di Bologna eseguirà
infatti il Trio in la minore di Maurice
Ravel. In quest’opera della maturità
(1915)
il maestro francese ricerca un
nuovo rapporto con le forme della
tradizione: prima, infatti, “v’era… (…) …
in Ravel, sottaciuta o palese, un’idea
extramusicale, letteraria talvolta, il più
sovente pittorica, o semplicemente
XXVI Festival “Trieste Prima”
Musica fluida
L’eterna clessidra dell’esistenza
viene sempre di nuovo capovolta.
Friedrich Nietzsche, La gaia scienza
Introduzione
1.
Massimo Cacciari, Verso Prometeo, tragedia dell’ascolto, in AAVV, Verso Prometeo, La Biennale-Ricordi,
Venezia 1984.
2.
Opere Documenti Orientamenti del Novecento Musicale, note di copertina a Béatrice Ramaut-Chevassus, Musica e
Postmodernità, Ricordi, Milano 2003.
3.
I Quaderni della Civica Scuola di Musica, Milano, n° 27, Giugno 2000, p.25.
4.
Fase seconda, Adelphi, Milano 2008, p.19.