Pagina 16-17 - Trieste Prima 2012

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Sabato 27 ottobre
Castello di Miramare, ore 17.00
QUARTETTO PROMETEO
Giulio Rovighi
e
Aldo Campagnari
violini
Massimo Piva
viola
Francesco Dillon
violoncello
Ivan Fedele (1953)
Palimpsest – Quarto quartetto per archi
(2006/2007)
Claude Debussy (1862-1918)
Quatuor op. 10
(1893)
Quartetto Prometeo
Numerosi i riconoscimenti destinati al Quartetto Prometeo sin dagli esordi, tra i quali la borsa di
studio e il Diploma d’Onore conferiti dall’Accademia Chigiana (1995); seguono il primo premio
alla “Prague Spring International Music competition” (1998), la nomina a gruppo in residence
della Britten Pears Academy di Aldeburgh (1998), e ben due “Premi Speciali Bärenreiter”
(1998
e 2000). L’attività concertistica tocca le istituzioni internazionali più prestigiose, quali
Concertgebouw (Amsterdam), Musikverein (Vienna), Wigmore Hall (Londra), e molte altre.
Ospite delle stagioni concertistiche italiane più importanti (Settimana Musicale Senese, GOG
di Genova, IUC Roma), ha presentato in prima esecuzione numerose opere, quali gli Esercizi di
tre stili di Salvatore Sciarrino all’Accademia di Santa Cecilia di Roma, o Târ di Ivan Fedele alla
Società del Quartetto di Milano. Di prossima uscita per la casa discografica Limen alcuni dei
quartetti di J.Brahms, L. van Beethoven e G. Verdi. Il Quartetto Prometeo ha registrato inoltre per
importanti emittenti, tra le quali la ARD, il Bayerische Rundfunk, la BBC, Radio France, l’ORF,
e RAI Radio3. Recentemente il Quartetto Prometeo è stato insignito del “Leone d’argento” alla
Biennale di Venezia.
Ivan Fedele
(1953)
Dopo gli studi pianistici con B. Canino e V. Vitale, e quelli di composizione con R. Dionisi, A.
Corghi e F. Donatoni, intraprende un proprio percorso compositivo che deve molto alla passione
per la matematica, trasmessagli dal padre. L’approfondimento di concetti quali “spazializzazione”
(
presente in Ali di cantor, per esempio), o la realizzazione di un prototipo di “sintetizzatore
granulare” (usato in Richiamo, 1993, per esempio) sarebbero stati impensabili senza una simile
influenza intellettiva.
L’attività compositiva di Ivan Fedele è prolifica; tra le opere per il teatro, citiamo Antigone, 2007,
vincitrice del “Premio Abbiati” dell’Associazione Critici Italiani; la produzione sinfonico-vocale
vede, tra i lavori più recenti, En archè, e 33 noms, commissionata dal Teatro La Scala di Milano.
La sua musica è stata diretta da nomi prestigiosi, quali P. Boulez, E. P. Salonen, R. Muti, ed
eseguita da orchestre ed ensembles quali BBC Orchestra, Orchestra Sinfonica di Chicago, SWR di
Stoccarda, National de France, OSN della RAI, Ensemble Intercontemporain, KlangforumWien,
e molti altri. Numerose le incisioni importanti, tra cui Animus Anima (Stradivarius), che
ha ricevuto da “Le Monde de la Musique” lo “Choc de la Musique 2003”. Svolge intensa
attività didattica presso istituzioni quali l’Università di Harvard (Boston), la Sorbona (Parigi),
l’Accademia Sibelius (Helsinki), il Conservatorio di Milano; è docente di composizione ai Corsi
di Perfezionamento in Studi Musicali all’Accademia di Santa Cecilia di Roma.
Claude Debussy
(1862-1918)
Uno dei più importanti musicisti attivi tra Ottocento e Novecento, Claude Debussy, studiò al
Conservatorio di Parigi pianoforte e composizione, rispettivamente con A.-F. Marmontel ed E.
Giraud. Interessato a Wagner (fu più volte a Bayreuth) e Mussorgskij, frequentò gli ambienti
parigini legati al simbolismo ed all’impressionismo; il Prélude a l’après-midi d’un faune (1894),
fu la sua prima opera che riscosse grande successo.
Altri capolavori, quali il dramma musicale Pelléas et Melisande, all’epoca non furono compresi
(1902).
Nelle altre opere che potremmo citare, quali Iberia, per orchestra (1908), o le Études,
per pianoforte (1915), ma anche la tarda Sonata per violino e pianoforte (1917), le istanze
debussiane sono costanti e tracciano un percorso significativo: il discorso musicale segue una sua
propria libertà, che Debussy deve a Wagner, ma riesce a sottrarre alla narratività del compositore
tedesco; la libertà è infatti strettamente correlata all’assaporare il momento, e Debussy vi riesce
neutralizzando i nessi sintattici propri della musica tonale; da ciò anche la particolare attenzione
al timbro e alle sonorità nuove. Debussy sviluppa quindi una nuova percezione del tempo, nelle
sue opere, che influirà profondamente sullo sviluppo del Novecento musicale, come dimostrano
alcune tendenze recenti, tra cui il già citato spettralismo.
Quartetto Prometeo