Giampaolo Coral / Confronto con l'ombra

M° Coral, il grosso pubblico a quanto pare conosce poco di questo Premio. Vuoi parlarcene tu stesso? “Si tratta di un concorso internazionale di composizione, creato nel 1949 dall’allora Sindaco Gianni Bartoli. La prima edizione si svolse nel 1950 e fu a carattere nazionale. Nel 1962 di- venne internazionale e nel 1968 fu accolto nella Federazione Internazionale dei Concorsi di Composizione di Ginevra, Istituto chef a parte del Consiglio Internazionalem della Musica dell’Unesco. Il suo scopo è di stimolare creatività; e in un mondo, come quello in cui vivia- mo, dove regna spesso l’apatia, e la musica viene semplicemente ‘consumata’, credo non sia poco. Inoltre esso comprende quarant’anni di vita musicale, non solo cittadina. Grazie al Pre- mio Trieste ho ospitato compositori come George Auric, Nadia Boulanger, Wolfgang Fortner, Francis Poulenc, Gianfranco Malipiero e in tempi più recent Goffredo Petrassi, Franco Dona- toni e Luis de Pablo.” Come si inserisce il Premio nella realtà musicale contemporanea? “Purtroppo, negli anni passati, quelle delle avanguardie per intenderci, ha percorso strade completamente opposte a quelle della musica non accademica. Ciò corrispondeva fedelmen- te all'indirizzo della musica contemporanea della città, che non ha saputo cogliere le sugge- stioni del momento storico in cui viveva. Negli ultimi anni le cose sono cambiate. La presenza nella giuria di musicisti autenticamente contemporanei dimostra che il Premio tende a valo- rizzare chi vive la musica del proprio tempo e non quelli che vivono nei ricordi” Non pensi che questo tipo di musica possa far nascere qualche imbarazzo nel grande pubblico, ossia quello abituato a frequentare le normali stagioni teatrali e concerti- stiche? “La presunta incomprensibilità o l’indifferenza del pubblico non devono costituire un ali- bi per l’emarginazione dell’arte. La musica contemporanea è un patrimonio fondamentale dell'Uomo e per l'Uomo d'oggi un patrimonio che va protetto. Circa l'incomprensibilità devo dire che, nel momento in cui viviamo, non vi sono più dogmatismi, la musica presenta molte realtà accettate a livello sociologico, estetico e filosofico. Tuttavia bisogna sapere che cosa ci si aspetta dalla musica. Quella contemporanea rifette il nostro tempo, un tempo problematico che la fa essere ‘problematica’. Se poi ci trastulliamo tra l'oziare dell'ascolto e l'ipnosi musi- cale quotidiana, allora la musica contemporanea non fa per noi. Io confido sempre in quella energia interiore che ci spinge a cercare e a conoscere: è meglio ‘fare’ piuttosto che sedere e aspettare tranquillamente Godot!” Vi sono molti musicisti, cioè gli adetti ai lavori, i quali reputano che l’era dei concorsi di composizione sia finita. Il Premio "Città di Trieste", a tale riguardo, ha attuato dei progressi rispetto ai tempi dell’esordio? “Alla prima parte della tua domanda rispondo che i fatti smentiscono tale opinione. In Italia è recentissima la costituzione del "Premio Petrassi" a Parma e, oltre frontiera, a Vienna, è stato istituito un nuovo concorso di composizione, sponsorizzato dai Casinò austriaci, su iniziativa di Claudio Abbado, nell'ambito del Festival "Wien-Modern". Le grandi iniziative si realizzano 309

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