Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
14 Con il peccato originale le omogenee proporzioni si spezzano in e te– rogeneità. L'invocazione, il ricorso a colei che non è toccata dalla "mac– chia originale" è il segnale della ricerca cli ricomporre un equi librio. È il crucibulum, il punto cli partenza. Come bene illustra il ventunesimo disegno dello SjJlendor solis, il seguito sarà solo una continua opera– zione di lavaggio. (Nel simbolismo ermetico la madonna - nera rappresenta una terra vergine in cui si pone il seme) . Il brano più luminoso dei suoi primi dieci anni d'attività compositiva, che si rifà sempre a testi cattolici, è sicuramente il Puer natus est per coro misto (1968). In questo pezzo, come pure in Ave Maria, il canto gregoriano, che eseguiva e aveva studiato negli anni del collegio, é molto evidente. L'influenza cli queste antiche melodie è presente anche in un altro brano corale a 8 voci miste che ha composto più tardi, di facile esecuzione ed espressamente per un coro di dilettanti che allora dirigeva: Inclina aurem tuam, Domine (1975). L'incipit cli questo brano per grande coro , con il quale ha abbandonato definitiva– mente ogni riferimento al canto gregoriano, (tranne alcuni frammenti , ceneri di esso, in Le Beatitudini) , corrisponde alle prime note della sua prima composizione ciel 1958 (Tristis es anima mea). Devo sottolinea– re pure che in tutti gli incipit di questi 3 pezzi, che si potrebbero defi– nire "trilogia gregoriana" (Ave Maria, Puer natus, Inclina aurein tuain) ha usato, in forme differenziate, l'intervallo cli quinta, che è il rivolto (contrario) dell 'intervallo cli quarta, del quale ho parlato sopra (anclroginia) . L'abbandono dello stile gregoriano, legato indissolubilmente ai riti cat– tolici, probabilmente è sorto in lui come bisogno cli spogliarsi da qual– cosa che possedeva, l'eredità "cultu rale" ciel collegio. Questa liberazio– ne, avvenuta lentamente negli anni successivi, è stata possibile perché aveva intravisto altre cose, cominciava a conoscere la musica di Stravinskij e Schònberg. La prima musica "moderna" che ebbe modo cli ascoltare, fu l'esecuzio– ne radiofonica trasmessa dalla basilica cli S. Marco cli Venezia della prima esecuzione ciel Canticwn sacrwn ad honorem Sancti Marci noininis cli Stravinskij nel 1956. L'ascolto cli questo brano avvenne in modo ciel tutto fortuito, a casa sua, dove certamente non si ascoltava "musica contemporanea", probabilmente durante un periodo cli vacan– za dal collegio. Fu un evento che gli rimase fortemente impresso nella memoria anche perché è un po' collegato all'altro (e unico) ascolto radiofonico che , negli anni cli frequentazione ciel collegio, fu diffuso dagli altoparlanti ciel refettorio: l'annuncio dell 'invasione sovietica in Ungheria. Gli sembravano, quelle stravinskiane, delle sonorità inaudi– te, tuttavia non riusciva a trovare un sufficiente appagamento, gli man– cava quella sensazione strana cli riconoscersi pienamente in esse, in quel linguaggio poetico. Quel poco cli affinità che aveva trovavo nella musica del Canticum sacrum, era, probabilmente dovuta ad un lega– me psicologico con il testo (sacro) piuttosto che con la musica. Nell 'ascolto era ancora legato a stilemi cattolici. Tuttavia con quel lavo- Salomon Trismosin, Splendor solis, Lonclon sec. XVI
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