Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
48 riva questo lavoro all'allucinante "stanza cli Arzamas" descritta eia Tolstoj nelle sue Memorie di un pazzo. Dopo l'introcluzione, in cui avviene l'Illuminazione cli Pierrot con il rag– gio cli luna, nella piazza ciel paese immaginario viene costruito un fan– toccio. Un pupazzo cli neve, una poetica friabile , cli una "sostanza" che con un minimo cli calore è destinata a sciogliersi. Pantalone, ossia la "ragione" ciel compositore, cerca cli accattivarsi Colombina, ma inutilmente, con un oggetto costruito dalla ragione, una bambola meccanica. La sconfitta della morte avviene nell'ultima scena, quando Colombina e Pierrot, innamorati, si levano in volo e fuggono lontano. Ciò avviene durante una notte misteriosa, saturnina, quando Pantalone (la "ragio– ne" ciel compositore) è sprofondato nell'abisso ciel sonno. Emilio con– siderava questo suo lavoro, nelle figure clei suoi due protagonisti e nel loro lungo pas de deux, come una muta pantomima ciel grandioso duetto ciel secondo atto ciel Tristano e Isotta wagneriano, un omaggio a Novalis, un estatico elogio della Notte, simbolo ciel Romanticismo quale segreta matrice creativa della vita e della morte. Nell'introduzione cli Favola la scena appare totalmente buia. Pierrot, (il compositore) con il volto color della cera, è in scena, ma in dispar– te, verso il proscenio, illuminato eia un raggio cli luna. Se ne sta medi– tabondo e triste e si clipinge la faccia con un fantastico raggio cli luna. Un lampionaio entra in scena, accenderà un fanale e darà luce alla vicenda. Da questo gesto inizia l' Opera: si tratta dell'accensione del grande fuoco. In esso dovrà essere gettato il lupo (il romantico pupaz– zo cli neve costruito eia anni) in modo che bruci completamente. Pantalone (la Ragione), alla fine dell'opera distrugge l'uomo cli neve, colui che l'ha tratto in inganno. Solo a questo punto, sull'ultimo accor– cio dell'orchestra, il lampionaio spegne il fanale e così facendo anche il fuoco. Solo in questo modo il Re sarà salvo (Seconda Sonata per pia– noforte, 1979). Nessuna cosa può essere convertita a un'altra natura, se non è stata prima trasformata in cenere. (Anonimo, 1639) L'accorcio cli purificazione, cli cui ho parlato, riveste in quest'opera grande importanza. Esso, come ho già riferito precedentemente, è composto eia 4 note: fa, si bemolle, fa diesis, si naturale. Un accorcio molto dissonante. In Favola esso si presenta all'ascolto in modo più gradevole, con una mutazione: la sostituzione clella nota "fa" con la nota "la". Questa trasformazione è esposta in modo chiarissimo già clalle prime battute, affidate al flauto solista. In seguito e in tutta l'opera, l'armonizzazione cli queste 4 note avverrà in modo assolutamente consonante, tonale (romantico).
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