Demoni e fantasmi notturni della città di Perla

Emilio Musul, Fauola , pantomima romantica, prima scena. 'leatro Verdi, 1982 Esse appaiono chiaramente alla battuta 353, precisamente quando sulla scena si fa notte, affidate ai tromboni. Esse non saranno mai espo– ste in forma verticale (come accorcio) ma sempre in forma orizzontale, come melodia. Questa mutazione, una specie cli travestimento, awiene pure sul pal– coscenico. Come descrive la didascalia sulla scena sta una grande statua cli un lam– pionaio. Pierrot, per sfuggire a Pantalone, si nasconde dietro questa statua. Pierrot, in lontananza, scorge il lampionaio, quello che, all'inizio del– l'opera, aveva acceso il fanale e dato così luce alla scena. Pierrot gli si awicina e lo convince a farsi dare il suo vestito scambian– dolo con la sua viola. L'affare è fatto! Pierrot indossa il vestito e trascina in quinta la statua ciel lampionaio. Rientra in scena e prende il posto della statua. Ora può guardare con le braccia aperte, cli tutto cuore e per tutta la notte, la "sua" Colombina. Credo che l'aspetto psicanalitico e simbolico sia evidente specie riguar– do la "rimozione" della statua, il "travestimento", e la "distruzione" ciel pupazzo. Va tenuto presente ciò che Emilio ha scritto sul libretto cli sala, in nota, in occasione della prima rappresentazione (Teatro comunale della città cli Perla, 4 febbraio 1982): "Nella realizzazione coreografica è assoluta– mente proibito staccarsi da quei simbolici riferimenti (o fantasmi, romantiche macerie) idealizzati dal compositore e inseriti in questa pantomima: purezza e innocenza femminile, il personaggio sui tram– poli dello Schiaccianoci, il Pierrot cli Schonberg e cli Marce! Carné cli Les En:fants du Paradis, la bambola meccanica cli CojJjJelia, la statua ciel Convitato di pietra , il violino (viola) de L'Histoire du soldat, la luna, il teatro stesso come luogo d'oblio, separato dal mondo che per– mette cli perdersi nel sogno, lontano, nel mistero". 49

RkJQdWJsaXNoZXIy MjQ4NzI=