Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
60 Dal Caos, che è totalità, far venire alla luce ciò che è maturo. Definire, scartare, fonnare, finire. Efu finita l'opera dolorosa. Forse non era vali– da, ma era finita. E una volta finita, era valida. (Thomas Mann, Un'ora difficile) Il secondo aspetto ciel rebis è la Seconda sonata per pianoforte. A questo lavoro fu assegnato, nel 1979, il premio di composizione musicale "Gianfrancesco Malipiero". La putrefazione della prima materia ha prodotto un seme che ha messo radici fruttifere: il centro ciel cerchio della sua opera. Inaugura una nuova fase nell' Opus, attraverso l'imbiancamento dello stato "nero", con il lavaggio ciel corpo nero con l'acqua della sapienza (acqua sapientiae). Per ottenere parti pure bisognava rimuovere il superfluo. Trasformare la nerezza plumbea (lo stato depresso) in luce argentea (vita nuova e rinascita). L'uomo doppio infuocato ha udito e si e nutrito del canto cli morte del cigno bianco. La piccola Opera è finita, si entra nella citrini– tas , del colore giallo. Con le ali del cigno risorto si vola verso il Sole. Il rebis trasforma la luce lunare in quella solare. Si trattava cli lasciare clie– tro cli se ciò che aveva conquistato e seminare i tesori raccolti sino a quel momento, perché possano fermentare, in un campo bianco cli neve. I quattro movimenti clella Seconda sonata rappresentano il quadrato (terra, acqua, aria, fuoco) all'interno ciel cerchio. Con questo lavoro (non avendo Emilio mai scritto una Prima sonata) ha voluto riferirsi, come modello cli estremo rigore e razionalità, all'omonima sonata cli Pierre Boulez. Era conscio che il Soggetto non ha alcuna possibilità cli autoescludersi totalmente, ma il suo tormento interno doveva trasfor– marsi in un leggero alito cli vento. Tutto doveva essere compreso solo come musica e ogni rimando ad altro costituiva una contaminazione. Non più acqua stagnante nell 'immobilità, ma "movimento" come tra– smutatore cli forme, come ansia cli rinnovamento, come fluire di pulsa– zioni. Nell'immobilità c'è solo morte e impurità, nel moto la vita. Se la sua musica precedente può essere collegata a testi differenziati e ad impulsi visivi della pittura medioevale e tardo medioevale, in questo lavoro cli estraneamento eia qualsiasi elemento non strettamente musi– cale, i quattro quadri cli Paul Klee che hanno suggerito l'aspetto forma– le dei quattro movimenti della sonata, vanno considerati come un rizo– ma sotterraneo, un segnale in più , non visibile. Un rafforzamento ciel distacco cli Emilio dagli antecedenti. Due anni dopo, nel 1981, quando riesaminò tecnicamente la composi– zione, scrisse un'autoanalisi sulla Seconda sonata il cui testo ora ripor– to integralmente.
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