Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
Passione. Emilio aveva cantato questi brani molte volte, con voce bian– ca cli soprano, durante le cerimonie del periodo quaresimale, nel col– legio cattolico che frequentò per 3 anni. Lì apprese le prime lezioni cli pianoforte, organo e canto gregoriano. In questo luogo, dove ebbe modo cli ascoltare numerose conferenze e dibattiti a carattere filosofico (ricorda molto bene quelle che avevano per tema il problema clell"'Anticristo" in Nietzsche) fu iniziato per la prima volta agli "esercizi spirituali" e alla "meditazione" quotidiana. Quest'ultima, lo capì già allora, significava confrontarsi con l'altro se stesso, annullare i confini tra spirito e corpo creando una congiunzio– ne tra cli essi: la sostanza solida (il corpo) si discioglie in liquido (spiri– to) con il fuoco (meditazione). Solo il calore della meditazione può tra– sformare l'acqua (sottile) in neve (denso). Era dunque la prima fase del processo, del viaggio la cui meta gli era ignota. L'inizio clell'Opus individuationis. A quattordici anni, uscito dal collegio, era "organista primario" in una chiesa della città cli Perla che, osservando oggi la pura coincidenza, era intitolata ad un santo che era rimasto prigioniero cli un alchimista arabo che gli rivelò il segreto cli trasformare l'argento in oro. Il santo usò questo sapere facendo costruire orfanatrofi e ospedali. Il parroco, una strana figura ascetica che fisicamente assomigliava a Pio XII, proi– biva cli suonare musiche cli Felix Menclelssohn, perché il compositore era ebreo. L'impegno d'Emilio, ponendolo assiduamente in contatto molto diret– to con i riti del cattolicesimo, suggestionava inevitabilmente il suo pen– siero e le sue fantasie. Il poco denaro che ricavava come organista gli permetteva cli pagarsi il noleggio del pianoforte che teneva in casa e le lezioni cli musica. Dai 14 ai 18 anni ha avuto la possibilità e la tranquil– lità cli studiare il pianoforte in modo sufficientemente serio, anche se non è mai stato uno cli quelli che si esercitano su questo strumento per 10 ore al giorno. Aveva una facilità cli lettura che lo portava, più che a ripetere un passo tecnico per varie ore, a leggere una quantità enorme cli letteratura musicale totalmente diversa da quella pianistica. Sapeva che non sarebbe mai diventato un pianista - concertista. Nel 1960 ebbe la prima scrittura, come pianista, con il Teatro Nuovo cli prosa della sua città, nel dramma cli Luigi Pirandello Sei personaggi in cerca d'autore e fece la sua prima esibizione pianistica in un saggio scolastico suonando due Preludi (n°10 e 22) e il Notturno in sol mino– re op. 15.3 cli Chopin. Conservo ancora oggi, tra le mie carte, il vecchio programma cli sala che Emilio mi regalò . A 18 anni Emilio mise incinta una ragazza che sposò l'anno successivo. A 19 anni, nel 1963, era dunque sposato con moglie e figlia da mante– nere, senza però alcun "mestiere". Non sapendo assolutamente nulla _sul concetto che per vivere bisogna anche lavorare, lo studio del pia– noforte passò in secondo ordine. Mi ricordo che lo vedevo girare per la città, come un miserabile randa– gio, cercando lavoro cli qua e cli là. Ha svolto tutte le mansioni possibi– li: imbianchino, rappresentante cli libri (senza riuscire mai a vendere uno) assicuratore (senza mai concludere un contratto perché su que– sta materia non ci capiva nulla), portaguicletelefoniche ecc. e V
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