Demoni e fantasmi notturni della città di Perla
Chromas Associazione Musica Contemporanea Logo dell'associazione Chmmas Nel 1987 Emilio fondò l' Associazione Chromas. Dal 1972, dopo la chiusura cli Arte Viva, nella città cli Perla ci fu ancora qualche rara proposta musicale contemporanea ma sempre ai margini cli programmazioni stereotipe e prive cli contesto. L'associazione nac– que 15 anni dopo tale chiusura, con la chiara coscienza cli operare nel deserto. Nel frattempo tante cose erano cambiate, anche nella musica contemporanea. Tanti dogmatismi si erano dissolti. Lo scopo dell'asso– ciazione era quello cli testimoniare il presente musicale, con tutte le sue sfaccettature. Il primo passo fu quello cli creare un festival denomi– nato "Perla Prima - Incontri internazionali con la musica contempora– nea" e il primo concerto in questo ambito avvenne nel maggio ciel 1987, in una piccola chiesa romanica della città, straripante di pubblico giovanissimo, quasi a voler dimostrare il bisogno cli alcuni cli trovare qualcosa cli nuovo. Si proiettò un video cli Eclwarcl Zajec, uno dei pio– nieri mondiali dell'arte computerizzata, realizzato nell' Università ame– ricana cli Syracuse, dal titolo Chromas e costruito sulla musica della Seconda Sonata per pianoforte cli Emilio. Da ciò venne anche il nome dell'associazione. Un video che fu presentato a Montecarlo, Graz, New York, Utrecht, Dallas, Lubiana, Budapest. Da allora, grazie alle iniziative cli questa associazione, furono presentate a Perla centinaia e centinaia di opere cli compositori, sia ciel novecento storico che viventi. In futu– ro la Storia potrà dare un giudizio su guanto tutto ciò possa aver inci– so, nella vita musicale della città. È sicuramente da notare che nel corso dei vari anni d'attività la prima nota negativa eia sottolineare è la latitan– za dei musicisti della città. La presenza degli insegnanti ac_caclemici ciel Conservatorio, degli studenti cli composizione, dei rappresentanti delle Istituzioni si poteva contare sulle dita di una mano. I composito– ri perlesi si vedevano solo quando si eseguivano i loro lavori, poi nem– meno l'ombra. Qualche presenzialismo opportunistico cli alcuni che, il giorno dopo, facevano fatica a ricordare il nome Chromas. Gli intellet– tuali ciel cosiddetto mondo progressista perlese, assenti. Forse è man– cato il vetusto ordine cli scuderia per smuovere la loro pigrizia intellet– tuale. Non essendo schierata politicamente, le proposte cli Chromas, auten– ticamente progressiste, passavano in secondo ordine per chi progres– sista è solo cli facciata. La figura dell'intellettuale era sempre mal vista eia Emilio. Citava Gramsci quando affermava che tutti gli uomini sono intellettuali, ma non tutti esercitano nella società la "funzione" cl'intel– lettuali. Ad alcuni manca quell'umiltà cli conoscere il disagio della paro– la, indecente dissacrazione della realtà ha scritto Hoffmansthal nella sua lettera immaginaria a Lord Chanclos. Secondo Emilio il principale protagonista di questa funzione è proprio l'artista creatore, colui che fornisce il prodotto sul quale successivamente gli "intellettuali" costrui– scono la loro retorica. L'artista, curvo sul suo tavolino, non ha diritto cli cittadinanza. Mosè non ha il clono della parola ma in lui c'è la verità. Aronne ha inve– ce tale clono e con la parola sostituisce la Verità con l'immagine. Allora si deve stare attenti. Può capitare che qualcuno si frigga due uova o si rammendi uno strappo alla camicia, ma non per questo è un cuoco o 95
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